Fertilità maschile: come migliorarla in modo naturale
L'infertilità maschile interessa il 7% degli uomini, oggi si ritiene che in 1 caso su 2 la difficoltà ad ottenere una gravidanza dipenda da problemi riproduttivi maschili, tuttavia in taluni casi è possibile prevenirla adottando uno stile di vita più sano.
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Con il periodo della pubertà (10-15 anni), l’ipofisi viene stimolata a produrre alcuni particolari ormoni, che iniziano a controllare la funzione riproduttiva maschile. L’ormone LH nell’uomo è essenziale per stimolare le cellule dei testicoli a secernere testosterone, l’ormone steroideo appartenente al gruppo degli androgeni.
La fertilità maschile ha due importanti funzioni: la spermatogenesi, ovvero la produzione di sperma; e l'eiaculazione, cioè l’espulsione dello sperma grazie al quale può avvenire la fecondazione della cellula uovo femminile.
A differenza della fertilità femminile che è di tipo ciclico e mensile (ovulazione), la fertilità maschile è ipoteticamente sempre attiva, perché il processo di spermatogenesi continua per tutta la vita.
Dopo la pubertà gli uomini possono considerarsi sempre fertili (salvo casi di sterilità), anche perché viene preservata una costante quantità di cellule staminali all’interno del testicolo.
Più nel dettaglio, ogni 16 giorni inizia un nuovo ciclo di spermatogenesi, maturando circa in 64-74 giorni. Tuttavia, esiste un periodo in cui l’uomo è più fertile. La curva della fertilità maschile tende a rimanere alta fino ai 30 anni, mentre inizia a scendere con l’avanzare dell’età, quando la produzione di spermatozoi diminuisce e la qualità dello sperma peggiora.
A ciò, si aggiunge il progressivo calo di testosterone e il rallentamento della motilità degli spermatozoi: la loro
salita verso l’ovulo risulta più difficoltosa, ma non impossibile, soprattutto se la fertilità continua ad essere
stimolata.
Anche il peso corporeo è di fondamentale importanza per la fertilità dell’uomo.
L’asse riproduttivo che collega l’ipotalamo, l’ipofisi e le gonadi (sia maschili che femminili) è strettamente legato allo stato nutrizionale sia in caso di aumento che di perdita del peso.
L’obesità è una grave minaccia per la funzionalità riproduttiva maschile: può ridurre sensibilmente la quantità e la qualità spermatica.
L’aumento eccessivo del peso predispone a condizioni di oligozoospermia (bassa concentrazione spermatica) e azoospermia (assenza di spermatozoi), perché la massa grassa addominale in eccesso agisce negativamente sulla produzione degli ormoni sessuali maschili, in particolare del testosterone, riducendo la produzione delle proteine trasportatrici degli ormoni nel circolo sanguigno.
Il forte aumento del peso nell’uomo agisce anche aumentando la frammentazione del DNA (di cui si può eseguire un test che definisce la percentuale di frammentazione del DNA spermatico).
L’alterazione a carico del DNA spermatico, con un aumento della frammentazione, induce esiti negativi sulle performance dell’IVF (Fecondazione in Vitro) nelle coppie in cui l’uomo è obeso, con una riduzione delle possibilità di impianto dell’embrione e problemi nell’ottenere embrioni di buona qualità (problematica che viene normalmente imputata alla scarsa qualità ovocitaria).
Il profilo ormonale di un uomo obeso è differente da un uomo con un giusto valore del BMI:
- riduzione della frazione totale e libera del testosterone
-riduzione dei livelli di FSH e LH
- incremento della percentuale di ormoni femminili: estrone ed estradiolo
In particolare l’aumento della percentuale degli ormoni femminili avviene mediante un meccanismo chiamato aromatizzazione: enzimi specifici detti arotamasi convertono gli ormoni maschili, come il testosterone, in ormoni femminili estrone ed estradiolo.
Il tessuto adiposo è un vero e proprio organo e non un sistema inerte capace di alterare il quadro ormonale e l’attività endocrina dei testicoli, mediante la produzione di altri due protagonisti del metabolismo: adiponectina e grelina che correlano l’alimentazione e l’accumulo del tessuto adiposo in eccesso.
Questo spiega perchè gli uomini che si sottopongono alle tecniche di fecondazione assistita con un peso eccessivo o un BMI>30 e soprattutto con un valore della circonferenza addominale maggiore di 90 cm,
hanno una bassa qualità spermatica che riduce le possibilità di fecondazione dell’ovocita.
I METODI NATURALI PER AUMENTARE LA FERTILITÀ MASCHILE
1. Dieta per la fertilità maschile
L’alimentazione è una parte fondamentale del benessere e per questo può essere utile introdurre alcuni cibi capaci di sostenere i valori della fertilità maschile, in particolare:
Frutta e verdura fresca, come le verdure a foglia verde, le mele, le fragole, gli agrumi. Questi sono ottimi antiossidanti che rallentano il danno cellulare dallo stress ossidativo e migliorano l’attività degli spermatozoi.
Legumi, in cui sono presenti buone quantità di fibre, vitamina C, vitamina E, zinco, folati e beta-
carotene che sostengono lo stato di salute degli spermatozoi.
Pesce azzurro, carne magra, uova e latticini sono anch’essi cibi che aiutano a combattere i radicali liberi, i nemici della fertilità nell’uomo. Essi prevengono i difetti legati alla fertilità maschile anche grazie alle proteine che contengono. Una buona quantità proteica stimola la motilità degli spermatozoi e preserva la loro morfologia. Carni come quelle di manzo e di pollo, così come molluschi, sardine e sgombro, vantano di possedere una buona quantità di coenzima Q10, che aiuta l'uomo ad essere più fertile. Questa molecola svolge un ruolo importante per la produzione cellulare (inclusi gli spermatozoi) ed è un potente antiossidante.
Frutta secca, spezie e semi, come noci, curcuma, zafferano, semi di zucca, quinoa, sono abbondanti di zinco, un minerale essenziale per la salute degli spermatozoi e anche un valido alleato contro la prostatite.
Alcuni di questi alimenti per la fertilità (molluschi, rucola, spinaci, pistacchi, spezie) sono considerati anche ottimi cibi afrodisiaci, proprio in virtù delle loro vitamine e sali minerali, che migliorano la circolazione sanguigna e la salute dello sperma.
2. Integratori per la fertilità maschile
Quando si parla di integratori per la fertilità maschile è facile che vengano in mente soluzioni estreme e con risultati di breve durata. In verità, con l’introduzione dei giusti micronutrienti è possibile dare supporto alla fertilità dell’uomo in maniera continuativa a qualsiasi età.
Vitamina D3 in grado di aumentare i livelli di calcio nello sperma e di rendere gli spermatozoi più attivi e mobili.
Zinco bisglicinato essenziale per il mantenimento dei normali livelli di testosterone nel sangue e per proteggere le cellule dai radicali liberi.
Selenio, utile per mantenere la qualità e la quantità di spermatogenesi.
3. Stile di vita sano
Per uno stile di vita sano in grado di stimolare la fertilità dell’uomo, si dovrebbe:
Evitare il fumo e l’abuso di alcol per avere uno sperma qualitativamente migliore.
Controllare il peso, evitando di esagerare con cibi che fanno ingrassare e praticando piuttosto un po’ più di sport. I benefici dell’attività fisica e di un’alimentazione sana aumentano i livelli di testosterone nel sangue.
Gestire lo stress prolungato, dedicandosi ad attività ricreative che rilassano la mente e distendono i muscoli.
Prediligere ambienti freschi ed evitare luoghi con temperature elevate per troppo tempo, ad esempio le saune, i bagni idromassaggio, sport come la bicicletta, che tende ad aumentare la temperatura delle parti intime. Altre accortezze da tenere in considerazione sono i sedili riscaldati delle auto e i materassini riscaldanti.
Fare visite periodiche e limitare l’assunzione di farmaci che inibiscono la fertilità dell’uomo.
In conclusione, neppure l’uomo è esente dall’inesorabile scorrere del tempo e la sua fertilità può essere compromessa in anticipo se non vengono seguiti alcuni consigli per stimolarla.
Se si vuole aumentare la fertilità maschile, anche in età avanzata, è allora importante dedicarsi a sane abitudini, che vanno dalla dieta all’integrazione alimentare, dallo sport al relax.
AUTRICE DELL'ARTICOLO: Dott.ssa Ilaria Valentini, biologa nutrizionista, laureata presso Università di Roma "Tor Vergata" nel 2016. Specialista in dietetica e alimentazione, esperta di microbiota intestinale, sovrappeso e obesità, gestione di allergie e intolleranze, disfunzioni riproduttive femminili e maschili, DCA. Collaboratrice dell'associazione MiND (https://associazionemind.it/) e dello Studio LOM (https://studiolom.it/).
instagram: @ila_bionutri
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